Parla l’ex torre del Santa Croce, Samuel Buoncompagni!

Spazio Pubblicitario
Partner Ufficiale

Continua la rubrica “CignoEX” lanciata da updsantacroce.com! Dopo aver coinvolto nomi importanti come l’ex allenatore del Santa Croce Andrea Di Giacomo, gli ex calciatori biancoazzurri Carmelo BonarrigoMarco BasileNiko StambolliuAngelo LamiDaniele RizzoVincenzo MorminaMaurizio Nassi , Peppe NaselloSaro RussoEmiliano Quintana, Gianluca Licitra, l’ex dirigente Antonio Cappello, oggi è il turno di un ex difensore col vizio del goal. Uno dei difensori più “cannonieri” di tutta l’isola che faceva del tempismo e del colpo di testa l’incubo degli avversari. A Santa Croce ha collezionato tanti successi e militanza, sia come giocatore che come allenatore, il suo nome lo ricordano tutti, è Samuele Buoncompagni !!! Anche con lui oggi facciamo “3 chiacchiere”:

Ciao Samuel, raccontaci la tua storia al Santa Croce, cosa ti spinse per la prima volta ad indossare la maglia biancoazzurra?
“Correva l’anno 2004 quando il presidente Marco Agnello, che aveva da poco rilevato il club, mi volle a tutti i costi. L’anno prima a Valguarnera feci 16 reti da difensore e ricevetti tantissime offerte ma accettai Santa Croce, complice anche la voglia di cercare nuove esperienze e nuovi stimoli in una piazza che non conoscevo ma di cui tutti ne parlavano bene”.

A Santa Croce sei stato tanti anni, prima da calciatore poi da allenatore, qual’è il ricordo più bello che conservi?
“Sono stato a S.Croce per circa 6 anni complessivi, tra giocatore e allenatore. Sono stati tutti anni meravigliosi anche perché tutti con obbiettivi importanti. La stagione più emozionante è stata sicuramente quando nel novembre 2012 mi fu affidata la guida tecnica in corsa della squadra come giocatore/allenatore. Ricordo che da terzultimi arrivammo poi a 4 punti dai playoff e sopratutto in semifinale di coppa, cavalcata che non si aspettava nessuno, fu veramente una bella soddisfazione. La squadra veniva dalla brutta retrocessione dall’Eccellenza l’anno precedente ma siamo riusciti a riportare entusiasmo alla piazza. Dopo solo un anno la sorte ha voluto che tornassi a Santa Croce militando per altre due stagioni, sempre come allenatore/giocatore.
Tra gli altri ricordi belli ovviamente non si può tralasciare la prima storica promozione in Eccellenza del 2010, anche in quell’anno credo di aver dato il mio contributo durante il campionato, peccato che durante la finalissima mi toccò vedere la gara dalla tribuna in quanto squalificato”.


Com’è cambiato il calcio rispetto ai tempi in cui giocavi tu? Come vedi il futuro del Santa Croce?
“oggi il calcio è cambiato molto soprattutto a livello tecnico. I giovani non sanno cos’è la vera competizione, quella sana ma affamata, poi è raro vedere under che hanno veramente voglia di crescere, oggi che faccio l’allenatore non nascondo le difficoltà che si hanno per coinvolgerli maggiormente e venire agli allenamenti con voglia, quindi in un certo senso anche il ruolo dell’allenatore oggi è cambiato molto rispetto al passato. 
Il futuro del Santa Croce mi è sempre stato a cuore perché li ho lasciato persone che, prima di essere serie e competenti, sono cari amici. Mando un caloroso abbraccio a tutta Santa Croce, città che nel calcio si è sempre distinta”.

www.updsantacroce.com