Parla l’EX bomber del Santa Croce, Maurizio Nassi!

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Continua la rubrica “CignoEX” lanciata da updsantacroce.com! Dopo aver coinvolto nomi importanti come l’ex allenatore del Santa Croce Andrea Di Giacomo, gli ex calciatori biancoazzurri Carmelo Bonarrigo, Marco Basile, Niko Stambolliu, Angelo Lami, Daniele Rizzo, Vincenzo Mormina, l’ex dirigente Antonio Cappello, oggi è il turno di un “pezzo da 90” del calcio nazionale. Nonostante abbia vestito la maglia del Cigno per poco meno di 6 mesi,  ha lasciato il segno al Kennedy nel recentissimo 2019. Centravanti di razza con gloriose maglie come Napoli e Reggina in Serie A, Brescia, Ancona, Mantova in Serie B, tantissimi anni in Serie C e a fine carriera tra Serie D ed Eccellenza. Il suo nome è MAURIZIO NASSI e anche con lui abbiamo fatto “3 chiacchiere”:

Ciao Maurizio, parlaci della tua esperienza al Santa Croce. Era il dicembre del 2018, nel campionato di Eccellenza. Con alle spalle una infinita carriera calcistica, dalla Serie A alla Serie D, cosa ti spinse a vestire la maglia del Cigno per 6 mesi?
“Diciamo che dopo tantissimi campionati sulle spalle avevo paventato l’idea di smettere,infatti rifiutai tutte le richieste che in quel periodo mi arrivarono. Due persone però per tutta l’estate mi tartassarono: Mister Lucenti e Roby La Malfa. A novembre del 2018 poi una chiacchierata con il DS Claudio Agnello e mi ritrovo tesserato per il Santa Croce. La grande affidabilità umana della dirigenza mi ha fatto capire che, facendo coincidere i miei impegni da allenatore delle giovanili e gli allenamenti, mi sarei potuto ancora divertire con la possibilità di scrivere una pagina positiva per il S.Croce, come la sua prima storica salvezza nel campionato di Eccellenza”. 

Qual è il ricordo più bello che conservi in quel periodo al Kennedy?
“Mi ha colpito tanto l’affetto delle persone, la gestione familiare che differenzia quel posto da altri, il vivere con estrema serenità qualunque cosa succeda (anche in quelle partite negative che non ci permisero di arrivare ai playoff che invece strameritavamo di fare). Come il derby con il Marina di Ragusa giocato davanti a tantissime persone che ci dimostrarono un grandissimo affetto. Io di quei 6 mesi ricordo tutto in modo bellissimo in primis staff-squadra che racchiudo in parole come gruppo-famiglia.”

Cosa pensi del presente del Santa Croce e del calcio in generale? Cosa è cambiato rispetto ai tuoi ultimi anni di attività?
“S.Croce è una splendida realtà che ogni anno con i dovuti equilibri migliora continuamente, alla quale auguro di continuare a portare avanti quei valori che la differenziano da tanti altri club.
Il calcio in generale, tolte le grandi società, sta vivendo un periodo di crisi. Spero si possa trovare una soluzione per invertire la rotta tutelando società piccole e giocatori ma soprattutto riportare la famiglie allo stadio.
Anche i giovani purtroppo sono cambiati, sopratutto la loro voglia di sacrificarsi, di non perseguire gli obbiettivi con umiltà anzi spesso vedo arroganza e prepotenza. Il calcio è passione. Spero tanto che quella passione e umiltà che si respirava ai miei tempi, quando sono cresciuto, possa un giorno ritornare.
Vi ricordo sempre e vi seguo sempre cari camarinensi, un abbraccio a tutta Santa Croce”.

Carriera Maurizio Nassi.

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