La rubrica “Appuntamento con….” incontra Gaetano Lucenti tecnico e condottiero della sorpresa Santa Croce

Ritorna la nostra rubrica con un ospite speciale. L’intervista di questa settimana, infatti, vedrà Gaetano Lucenti uno dei protagonisti di questo bellissimo inizio stagione del Santa Croce che attualmente è la seconda forza del girone D di Promozione. Con il mister biancazzurro parleremo a 360° del mondo Santa Croce e carpiremo le sue sensazioni sul prossimo futuro dei biancazzurri.

 

Mister la sua scelta di ritornare a Santa Croce si è rivelata azzeccata. Ha subito iniziato a lavorare con tranquillità e i risultati gli hanno dato ragione. Dove vuole arrivare il suo Santa Croce?

 

Intanto ci tengo a dire che la scelta di tornare a Santa Croce è stata dettata da due fattori il primo riguarda il mio attaccamento a questa società ed a questo ambiente,infatti ho sempre sostenuto che questa è l’isola felice della nostra provincia calcisticamente parlando dove chi ha voglia di crescere trova terreno fertile, nn solo, io ho sempre sostenuto che qui si può costruire qualcosa di importante, il secondo riguarda la società che ha avuto la voglia e l’intento di richiamarmi per ricominciare da dove ci eravamo lasciati.

 

Lei ha sempre sostenuto che il lavoro paga. È il caso dell’ottimo inizio torneo?

 

Si, il lavoro a 360 gradi paga sempre. Nel senso che si deve tracciare una linea guida e seguirla tutti insieme sia lo staff dirigenziale che quello tecnico, infatti il lavoro che noi svolgiamo in campo giornalmente può diventare importante solo se sostenuto da tutto quello che ci circonda. In buona sostanza ognuno deve fare la sua parte per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Per questo mi preme ringraziare Roberto La Malfa che mi sta aiutando a crescere umanamente e professionalmente giorno dopo giorno grazie alle sue doti umane, professionali e alla sua disponibilità. Per me è una grande fortuna averlo trovato qua e se ci stiamo togliendo delle soddisfazioni settimanalmente e anche merito suo.

 

 

 

 

La sua è una squadra tutta nuova, assemblata in estate con tanti giocatori che non avevano mai giocato insieme. Quale è stato il segreto di questa immediata coesione?

Il segreto sta solo in un fattore che io ho sempre sostenuto, vale a dire, formare una rosa di “Uomini”.  Poi, se, calcisticamente sono anche tecnicamente validi si potranno perseguire anche grandi progetti. I miei giocatori ad oggi ci stanno dimostrando di avere fatto le giuste scelte, il resto lo fa il lavoro professionale che settimanalmente facciamo.

 

 Il Santa Croce di questo inizio torneo ha dimostrato di essere quadrato in tutti i settori. Secondo lei ha bisogno di qualche ritocco nel mercato di dicembre?

Sicuramente a dicembre se troveremo uomini che possano sposare il nostro credo e progetto penso che la società farà qualche sforzo per migliorare il nostro rendimento.

 

Quando si capirà se questo Santa Croce potrà ambire a qualcosa di meglio di una tranquillità salvezza?

Solo i risultati faranno capire dove potremo arrivare….ad oggi hanno detto che siamo secondi da qui alla fine si vedrà.

Diamo un voto al girone D di promozione. Che giudizio dà al torneo e chi saranno le compagini che potranno ambire al salto di categoria?

 

Il girone D di promozione è notoriamente il più difficile dei quattro, quest’anno ancor di più. Non ci sono squadre cuscinetto e nelle ultime settimane si è visto che se non si affrontano tutte le partite al massimo della condizione psicofisica si può incappare in un risultato negativo. Per questo non do un voto al girone, dico solo che è molto duro ed equilibrato.

 

Infine, secondo lei la società del Santa Croce calcio, è pronta per un eventuale salto di categoria?

 

Io lo sostengo già da un pò di anni, penso sia pronta al salto di categoria perché ormai ha un identità solidità ben precisa come società. Ogni dirigente dà il suo apporto e la società è ben diretta dal “Grande” presidente Marco Agnello che da qualche anno è coadiuvato egregiamente in questo da Giuseppe Micieli che sto apprezzando per l’attaccamento ai colori sociali e per la passione che mette in tutto quello che fa. Il “nostro” Santacroce vuole costruire giorno dopo giorno, settimana dopo settimana un qualcosa di entusiasmante che possa ripagare i sacrifici di tutti, staff dirigenziale, staff tecnico, calciatori e tifosi; senza porsi ne limiti ne obbiettivi, poi come ho sempre dichiarato a fine girone d’andata faremo un primo sunto ed a fine stagione tireremo le somme.

Fabio Fichera

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